Odontoiatria generale

Igiene, Profilassi e Terapia di mantenimento

Scopriamo insieme cosa sono i denti, a cosa servono, come si ammalano e quali sono le migliori abitudini per prevenire le patologie più comuni.

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Alcune cose a cui spesso non si pensa

A cosa servono i denti?

I denti servono principalmente alla masticazione (cioè all’incisione ed alla triturazione dei cibi), ma sono importanti anche per la nostra vita di relazione poiché concorrono ad esprimere alcuni stati d’animo (ad es. contentezza con il sorriso) e partecipano alla fonazione in quanto ci permettono di pronunciare alcuni fonemi (elle, effe, esse).

Di queste funzioni, sicuramente la masticatoria è la più importante. in quanto rappresenta il primo momento di un processo vitale essenziale per l’organismo: la digestione degli alimenti. Questa inizia nel cavo orale con la masticazione dei cibi e si completa nell’intestino con la loro assimilazione, che ne permetterà la trasformazione in quell’energia di cui il nostro corpo ha bisogno.

Conoscere per prevenire

Le patologie dentali e paradonto

Carie dentale: Nel trattato di Fourchard del 1679 fu data la prima definizione della carie, indicandola come “una malattia dei denti che li distrugge”.

In effetti la carie dentale è una distruzione progressiva dei tessuti duri dei denti decidui e permanenti causata da alcuni tipi di batteri, che può causare danni anche ad altri organi del nostro corpo.
Infatti i principali batteri responsabili della carie, gli streptococchi, creano dei “focolai infettivi” a carico dei denti, che a loro volta possono dare origine ad infezioni secondarie in altri organi, le cosiddette “infezioni focali”.
Gli organi che possono essere colpiti sono numerosi ed i danni sono più gravi nel giovane che nell’adulto.
Da qui l’importanza di prevenire e curare la carie già in tenera età.

In base alla teoria chimico parassitaria (acidolitica) di Miller – a tutt’oggi la più accreditata – i germi acidogeni contenuti nella flora batterica abituale della bocca, specialmente streptococchi (in particolare il mutans) e lattobacilli, provocano una fermentazione degli zuccheri contenuti negli alimenti e danno origine alla formazione di acido lattico. Questo decalcifica i tessuti duri del dente e provoca la formazione di piccole cavità nelle quali, successivamente, altri germi producono enzimi proteolitici che intaccano la parte organica della dentina potendo così arrivare fino alla polpa.

Come agisce la carie

La carie inizia con una demineralizzazione superficiale dello smalto – la cosiddetta “white spot” (macchia bianca) – che è ancora una lesione reversibile.
Continua poi con la distruzione dello smalto e prosegue nella dentina, fino a raggiungere la polpa, con l’eventuale formazione di una lesione periapicale (granuloma).
Perché batteri e zuccheri possano dare origine alla carie è necessario, però, che restino per un tempo sufficientemente lungo a contatto della superficie dentale e che questa, a causa di fattori predisponenti individuali, sia più facilmente attaccabile dagli agenti cariogeni.
La carie dentale dipende quindi dall’interazione di diversi fattori causali che da soli non sarebbero in grado di provocarla. La mancanza di uno solo di questi fattori fa si che il processo carioso non abbia inizio.

E’ quindi utile conoscerli meglio per poter intervenire con più efficaci misure di prevenzione. Dal momento che oggi è possibile mantenere la bocca sana con relativa facilità.

La lotta alla carie comincia da qui

La prevenzione

Data l’origine multifattoriale della carie. la prevenzione deve essere attuata a diversi livelli:

  • Rinforzando la superficie dello smalto rendendola così più difficilmente aggredibile dai batteri mediante la somministrazione di fluoro
  • Adottando una dieta variata ed equilibrata con l’igiene alimentare
  • Rimuovendo la placca batterica con l’igiene orale
  • Chiudendo solchi e fessure delle superfici masticanti con i sigillanti
  • Sottoponendosi periodicamente a visite di controllo dal dentista

Igiene Orale Domiciliare

L’igiene orale è la principale delle misure preventive che ci permette di tenere sotto controllo l’accumulo e l’organizzazione della placca batterica e quindi impedire la formazione di lesioni cariose e/o di danni parodontali.

Per perseguire questo fine, il primo atto indispensabile è quello di far conoscere al bambino, e qualche volta anche all’adulto, i motivi che rendono necessari questi atteggiamenti preventivi.

Si parla appunto di motivazione quando, mediante il trasferimento sulle conoscenze delle cause di carie e/o malattia parodontale, si arriva ad educarlo a curare la salute della sua bocca attraverso l’igiene orale domiciliare.

Bisogna ricordare che le manovre di igiene orale non sono istintive, ma sono un’abitudine che deriva dall’educazione e lo sviluppo di questa abitudine si ottiene esclusivamente grazie ad una adeguata motivazione. Motivato il singolo od il gruppo, si devono illustrare i mezzi attraverso i quali si può perseguire questo fine.

Gli strumenti di base sono:

  • Spazzolino
  • Dentifricio al fluoro

Spazzolamento

Con lo spazzolamento si vuole impedire l’organizzazione della placca e, anche dove la rimozione non è completa, si ottiene comunque una disorganizzazione del complesso batterico patogeno in un ammasso batterico non più pericoloso per quantità e soprattutto per qualità.

Diversi studi hanno determinato quali devono essere i requisiti di una spazzolino, affinché le manovre di detersione abbiano la migliore efficacia:

  • La grandezza deve ovviamente essere adeguata alle dimensioni della bocca;
  • Lo spazzolino deve avere setole artificiali perché sono più igieniche;
  • La durezza deve essere media, perché se fosse troppo duro rischierebbe di ledere i tessuti gengivali;
  • Le punte devono essere arrotondate perché sono quelle più efficaci e meno lesive nei confronti dei tessuti dentali e gengivali.

Bisogna sempre ricordare che uno spazzolino, per poter mantenere la propria efficacia, deve essere sostituito prima che le setole abbiano perso le loro caratteristiche originali, cioè si siano aperte verso l’esterno.

In genere lo spazzolino va sostituito ogni tre mesi.

Tecnica di spazzolamento

Nel bambino deve essere semplice, ma permettere la pulizia di tutte le superfici dentali.

  • La superficie vestibolare (esterna);
  • la superficie linguale (interna);
  • le superfici interprossimali (tra dente e dente);
  • la superficie masticante.

I denti sono disposti verticalmente e quindi vanno spazzolati dall’alto in basso, quelli dell’arcata superiore, e dal basso in alto quelli dell’arcata inferiore.

Spazzolarli trasversalmente, con movimento di “va e vieni”, non solo è inefficace per la pulizia, ma può anche provocare abrasioni dello smalto. Lesioni cariose “a colpo d’unghia”, vicino al margine gengivale, sono quasi sempre provocate da questo errato movimento.

Indipendentemente dalla tecnica è importante, comunque, che essa sia adeguata e che provveda alla pulizia di tutte le superfici dentarie.

Il tempo da dedicare allo spazzolamento, per ottenere qualche risultato, deve essere almeno di 2 minuti.

Dopo lo spazzolino un altro utile strumento di prevenzione è il dentifricio al fluoro i cui meccanismi di azione sono già stati illustrati.

Riassumendo

Segnali d’allarme

L’arrossamento, il gonfiore e/o il sanguinamento delle gengive. sono segnali d’allarme da non sottovalutare, che indicano che la placca batterica ha iniziato la propria azione distruttiva. Per evidenziare l’eventuale presenza di placca si può anche ricorrere a specifici rivelatori che colorano temporaneamente le aree colpite da questo problema.

La prevenzione

L’igiene orale è la principale arma che abbiamo a disposizione per combattere la placca. Richiede non solo un’applicazione costante, ma anche strumenti adeguati: spazzolino, dentifricio, filo interdentale e collutorio.

Lo spazzolino

Non tutti gli spazzolini sono uguali, il Vostro dentista saprà consigliarVi quello più corretto per i Vostri denti: in genere è opportuno optare per spazzolini a manico rigido e diritto, con setole di nylon di media durezza. È necessario pulire i denti con lo spazzolino dopo ogni pasto e almeno tre volte al giorno, II tempo minimo da dedicare ad ogni operazione di spazzolamento dei denti è di almeno tre minuti.

II movimento corretto

Scegliere lo spazzolino giusto è importante, ma lo e altrettanto un suo uso corretto. Occorre pulire tutti i denti, due o tre alla volta, e in tutte le loro parti. La pulizia dovrebbe cominciare dai denti posteriori, tenendo le setole dello spazzolino inclinate di circa 45° e facendo compiere loro una rotazione che va dalla gengiva verso il dente: un’operazione questa da ripetersi su tutte le superfici, interna ed esterna (il movimento rotatorio deve essere compiuto sempre dall’interno verso l’esterno), La pulizia di incisivi e canini dovrebbe avvenire inserendo lo spazzolino in modo che il suo asse lungo sia parallelo all’ asse lungo del dente e spazzolando in senso circolare dalla gengiva verso il dente.

Il dentifricio

Non è importante quanto dentifricio si usa: ne basta poco, ma l’importante è che sia di buona qualità, Anche in questo caso spetta al dentista consigliare la formula adatta (ad azione anticarie. antitartaro ecc.. ) alle condizioni dei Vostri denti e del cavo orale.

Il filo interdentale

Per arrivare agli spazi non raggiungibili dallo spazzolino si deve ricorrere al filo interdentale che va fatto scorrere avanti e indietro negli spazi interdentali spingendo prima verso un dente e poi verso l’altro, facendo attenzione a non ferire le gengive.

Il collutorio

Per contrastare l’adesione della placca si può ricorrere a collutori, in particolare, con effetto “barriera” che prevengono l’adesione e la colonizzazione microbica.

Alimentazione

È lo zucchero la principale causa della carie. Per questo è bene limitare il consumo di dolciumi durante i pasti e di caramelle e bevande zuccherate nell’intervallo tra i pasti principali.

Cosa evitare

Il fumo fa male. Anche ai denti: ne può risentire la loro colorazione e soprattutto la loro salute.

La pulizia presso il dentista

Per quanto si possa avere cura della propria igiene orale, tra i denti rischia di formarsi tartaro che spetta al dentista rimuovere con interventi di pulizia da svolgersi circa una-due volte l’anno secondo i casi.

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